Bosatelli: l’uomo dalle grandi imprese

17-12-2017

Altra stagione di successi per l’orobico, scelto da GF Studio come testimonial per il 40esimo anno di attività.

Altra stagione di successi per l’orobico, scelto da GF Studio come testimonial per il 40esimo anno di attività.

Una persona normale che, in maniera naturale, compie imprese speciali.

Con queste parole, Fabio Gregis dà il benvenuto a Oliviero Bosatelli, ultratrailer Runner di Gandino, autore di imprese straordinarie e diventato ufficialmente il nuovo testimonial di GfStudio per la ricorrenza del quarantesimo anniversario di attività.

“Ho intravisto in Oliviero quel bagaglio di qualità fisiche e mentali che appartengono soltanto a quelle persone mosse da una voglia irrefrenabile di mettersi continuamente in gioco, sfidando se stessi e superando i propri limiti” spiega Fabio, prima di soffermarsi su quali siano le motivazioni principali che hanno pesato sulla scelta di Oliviero per questo importante ruolo. “Quindici anni fa celebrammo il venticinquesimo anniversario di GfStudio con un’immagine che raffigurava degli alpinisti impegnati in una scalata, capeggiata dallo slogan “se la meta è ambiziosa, l’allenamento deve essere costante”. Oggi, giunti al 40esimo anno di attività, diamo continuità a questo monito traslandolo nella persona di Oliviero. È per noi motivo di grande orgoglio accogliere un bergamasco D.O.C. come lui, in rappresentanza della nostra realtà aziendale, fortemente radicata nel territorio. Nonostante sia sempre all’ordine del giorno confrontarsi con scenari globali percepisco l’indissolubilità del legame con questa terra”.

Quale è l’aspetto che più l’ha colpita nel modo di approcciare di Oliviero all’attività sportiva?

“Oliviero incarna alla perfezione ciò che io definisco l’essenza dello sport, ossia quella capacità di mettere tutto se stesso in quello che fa, senza diventare, allo stesso tempo, schiavo del risultato o dei numeri, ma riuscendo a godere degli attimi, dei dettagli e delle mille sfaccettature che ogni sua impresa gli pone davanti agli occhi”.

Il focus si sposta poi proprio su Oliviero, 48 anni, vigile del fuoco quando non indossa la tuta da gara, il cui palmares parla praticamente da solo: una vittoria e un secondo posto nelle ultime due edizioni del Tor des Geants, massacrante ultra maratona di 330 chilometri, che si corre in Valle d’Aosta; uno strepitoso successo al Tor des Chateaux, corso su una distanza di 170 chilometri e concluso in poco più di 17 ore e un’importante affermazione all’Ultra Trail delle Orobie, solo per citarne le più recenti, sono la polaroid di un uomo e di un atleta straordinario.

Uomo e atleta, appunto.

Uomo e atleta, appunto.

Uomo e atleta, appunto. Due facce della stessa medaglia che viaggiano di pari passo, perché i valori della sua vita sono applicati anche allo sport che pratica ed è questo, sostanzialmente, il segreto che si cela dietro alle sue capacità straordinarie. “Il segreto è quello di avere sempre un approccio mentale positivo, sia nella vita che nello sport. Dal punto di vista caratteriale, mi reputo una persona calma e forse è proprio questa mia indole l’ingrediente segreto che mi permette di raggiungere certi traguardi e di completare le sfide nelle quali mi cimento, ma che, soprattutto, mi suscita gioia, alimentando quel fuoco e quella voglia di non fermarmi mai”.

Come gestisci la tua preparazione, dal punto di vista fisico e alimentare, in vista di eventi di questo calibro?

“Mi alleno sei volte alla settimana sfruttando i percorsi delle Orobie, vista la vicinanza con casa mia, senza la necessità di dover abbinare una dieta ferrea perché, tengo a ribadire, il piacere e la naturalezza con cui vivo questo sport mi permettono di assaporare e di godere di ogni altro aspetto della mia vita, senza alcun tipo di negazione o preclusione; esattamente quella che Fabio ha definito: essenza dello sport”.

Gli aspetti positivi devono per forza di cose coesistere anche con i risvolti negativi, come gestisci il dolore e i momenti di difficoltà durante una corsa?

“Il dolore fisico è, ahimè, una costante nella vita di uno sportivo: problemi alla schiena e alle ginocchia mi condizionano, ma non abbastanza da avere la meglio su quella “positività”, ossia quel motore che mi consente di avanzare sempre. Nello specifico, per sopperire ai dolori alla schiena, con cadenza settimanale effettuo degli esercizi di rafforzamento sulla base addominale, mentre per quanto concerne la gestione dei momenti di difficoltà è la testa la vera discriminante. Accetto il confronto con la difficoltà, regolandomi quando essa si presenta, ma senza venirne sopraffatto”.

C’è spazio per la paura durante una gara?

“Assolutamente sì. La mia paura più grande è quella di perdermi durante il percorso, cosa che mi è accaduta al Tor des Chateaux, ad esempio. Le bandierine e le segnalazioni lungo il tracciato sono la mia cometa, il mio riferimento e quando ti vengono a mancare il senso di destabilizzazione è molto forte. La psicologia, in questo caso è fondamentale, perché devi comunque trovare dentro di te la forza per ricomporti e ritrovare la via. Rimanendo legati all’ambito mentale e psicologico, una delle sensazioni più belle, invece, - prosegue Oliviero – è quando realizzi di essere in prossimità del traguardo: semplicemente galvanizzante, perché in quel momento comprendi quanto lontano ti abbiano portato i tuoi sforzi e il tuo impegno, fino al punto in cui, rivolgendoti a te stesso, con spontaneità esclami “ce l’ho fatta”.

Vita e sport, in Oliviero, sono legate a doppio filo e, se lungo un percorso lo possono essere le segnalazioni o addirittura gli avversari, il riferimento nella quotidianità è la moglie Nadia, sempre al suo fianco ad ogni gara, pronta a sostenerlo con la propria presenza e ad incoraggiarlo: “Vivo le gare con molta tensione, che puntualmente si scioglie quando lo vedo tagliare il traguardo o durante una sosta, e realizzo che sta bene ed è felice. Paradossalmente è lui che si preoccupa di come stia io, – sorride Nadia – ma dopotutto questa è la sua straordinarietà: vivere e raccontare con naturalezza qualcosa di estremamente complicato”.

Un grande uomo, uno straordinario atleta, che corre a braccetto con la propria umiltà, respirando e accettando i ritmi e le regole imposte dalla natura. Respirando la felicità.

Al prossimo traguardo, Oliviero!